non sono una scrittrice

scrivo perché ho qualcosa da dire

you got to get in to get out
[devi entrare per poter uscire]


Milena Angela Patrizia Carone nasce nel Salento nella città delle Tarantate. Nello stesso anno di Ellen DeGeneres, Sharon Stone e Madonna.
[ok, nessuna è perfetta]

Ha un’infanzia bellissima.
[forse lì per la prima volta penso che tutto è possibile]

13 anni ha il suo primo impatto con la violenza sulle donne.
[Età e nome erano uguali. Forse anche capelli e occhi. Non so, la Tv era ancora in bianco e nero. Il cognome della mia coetanea era Sutter]

A 14 anni le capita sotto il naso – per puro caso * – un libretto verde con dentro un filosofo sul quale si doveva sputare, poi una donna che era clitoridea e un’altra invece vaginale. Non ci capì un niente. Sarà per questo che da allora, e son passati 44 anni, è ancora sul suo comodino. Glielo chiederò.
* [ma il caso in fondo cos’è? comunque, quel libretto lì ora lo trovi trascritto qui]

A 17 anni, con altri 4 compagni di liceo, partecipa a un concorso della Regione Puglia con un tema sulla Resistenza. Siamo nel 1975, è il Trentennale, un tempo in cui non circolavano ancora revisionismi.
[Vinciamo, ma il Preside Specchia dice che ci può andare solo uno, i posti sono 50 esatti. Lui propone un sorteggio. Ed esce il mio cognome. Allora io dico che senza gli altri non ci vado. Si contestava anche così, terra terra, a quei tempi. Il liceo classico Colonna mette il resto dei soldi. Viaggio premio nei luoghi della Resistenza. Sui miei tanti ricordi, spicca la registrazione della voce di un sindacalista, in una Sala consiliare a Brescia: ieri a Milano… poi, il boato. La mia prima strage]

A 18 anni si iscrive alla Facoltà di Filosofia a Lecce, per ripiego. Avrebbe voluto Sociologia a Trento, ma i genitori le dicono no, lì ci sono le Brigate Rosse.
[Disinformati, Curcio & co. se n’erano già andati]

A 19 anni contesta come tante e tanti, sfiorando anche una pallottola in piazza Sant’Oronzo, a Lecce. Siamo nel 1977.
[L’amore per alcune donne mi salverà dalla lotta armata]

A 20 anni devia su Giurisprudenza, anche perché da piccola diceva sempre che da grande sarebbe andata a Montecitorio a fare piazza pulita.
[Ci entrerò più volte, ma solo per una ricerca per la tesi di laurea]

A 22 anni la ricoverano d’urgenza nel reparto di Pneumologia a Careggi, ospedale su di una collina dalle parti di Firenze. Sfiora anche la tubercolosi, ma continua imperterrita a fumare.
[La verità, non era un reparto. Era un edificio a sè, su uno dei tanti cocuzzoli di quella collina]

Nel 1983 si laurea a Firenze, dove svolge un anno di praticantato in uno studio legale all’avanguardia. La prima questione di cui si occupa è un cambio di sesso.

L’anno successivo si iscrive all’Albo Avvocati e Procuratori di Lecce e inizia a svolgere la professione.

Nel 1985 si iscrive anche a una Associazione femminile. Unione Donne Italiane. Se deve alle donne la salvazione dalla lotta armata, sostiene di dovere a una sola Donna quel poco che sa della politica delle donne. Donna conosciuta nello stesso 1985.
[Altrimenti, a quella Associazione non mi sarei iscritta. Ma non sono pentita di averlo fatto, nonostante tutto]

A 42 anni ha il suo primo impatto con un contesto collettivo molto più giovane. E abbiamo fatto un bel salto nel 2000. Finora è sempre stata la più giovane, e precoce. Un Corso di formazione per le Pari opportunità della Provincia di Lecce, dove la convincono ad entrare, sempre per conto di Udi.

Due anni dopo pubblica il suo primo lavoro ‘pubblico’. Corsi e ricorsi. Editrice Milella, Lecce. 2002.
[Tra le altre cose, lì dentro scriverò che  “la formazione in Italia ancora oggi serve più a formatrici e formatori, che a formande e poi formandi”.]

L’anno successivo, la sua seconda pubblicazione. Alludi. Editrice Milella, Lecce. 2003. Con un cd per allegato, Preludi.  Libro scritto con la mente a un Congresso Udi che si terrà nello stesso anno.
[Se ancora non si fosse capito, mi piacciono giochi di parole e musica, a pari merito. Cercherò di ritrovare le copie. Devono essere da qualche parte, cd incluso 😉 ]

Nel 2004, per conto della stessa Associazione, redige una ricerca sul Fenomeno delle violenze familiari in Italia.
[Non ricordo bene, ma la ricerca dovrebbe essere finita a Bruxelles, da qualche parte, tramite la Fondazione Basso. Vedrò di ritrovare il pdf.]

Sempre nel 2004 inizia un altro lavoro, sempre in Corsi di formazione. Questa volta in Università. Le chiedono di parlare di emancipazione delle donne, diritti e sistemi elettorali. E di fare la tutor.
[La parola tutor non mi piace, però ok, lo faccio. Fino al 2011.]

Da uno di quei Corsi però ne usciranno delle belle. In tutti i sensi. E siamo nel 2005. Tra le tante cose belle, un blog, che vede la luce nel 2006. Il suo nome è cittadinanze.

Nel giugno 2005 edita in proprio il pamphlet Parola per Parola.
[l’anno precedente Joseph Ratzinger – non ancora Papa, ma Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede – aveva spedito LA LETTERA AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA SULLA COLLABORAZIONE DELL’UOMO E DELLA DONNA NELLA CHIESA CATTOLICA. Le maiuscole sono le originali, non sono mie. Comunque, in Parola per Parola, io non mi rivolgevo tanto contro Ratzinger, quanto contro certe accoglienze ad opera di pensatrici e giornaliste e/o affini della cosiddetta differenza sessuale – da Luisa Muraro in giù – che avevano avuto reazioni a dir poco entusiaste nei confronti della suddetta Lettera e del Prefetto che l’aveva redatta. Per chi ne ha voglia – la faccenda era ed è ancora molto seria, ma qui è là c’è anche da ridere – qui il pdf della versione originale per la stampa.]

Nel 2007 pensa e firma un Progetto di legge, semi-noto alle cronache come 50E50. Un’altra delle cose belle che ha avuto come incubatrice il Corso di formazione 2005. Il titolo intero del Progetto è Norme di Democrazia paritaria nelle Assemblee elettive.
[I ricordi più belli per me restano legati alla Campagna di raccolta firme, che mi porterà in giro per l’Italia, a bordo della mia Smart. Sì, era una Smart. L’avevo acquistata un paio di mesi prima che la Presidente mi conferisse l’incarico. Potevo mica buttarla via?]

A ridosso della Campagna 50E50, inizia a scrivere ciò che prenderà il titolo di A carte scoperte nel 2011.

A febbraio 2008 assume l’incarico di Garante nazionale Udi.
[incarico dal quale, nonostante gli inviti a rimanerci, mi dimetterò con somma felicità nel febbraio 2010.]

Nello stesso febbraio 2008, per i suoi 50 anni, un tot di donne le fa un regalo collettivo. Dalle Alpi a poco meno delle Piramidi.
Una stampante. Ancora funzionante.
[E che, volendo, sa fare anche il caffè. Detta stampante si chiama “fratelli” in english, ma pazienza. E poi, detto fra noi, anche dai fratelli si può cavare qualcosa di buono.]

L’anno successivo non entra a Montecitorio, ma a Palazzo Madama. Dalla porta posteriore. Beppe Grillo invece da quella principale.
[Ma il buon Beppe riesce a dire zoccole. A me zoccole non piace neanche al maschile, come parola.]

Si tratta della prima Audizione nella Storia dei Progetti di legge popolari, in Italia. Chiesta dal suo Comitato promotore. Ne beneficia anche Grillo.
[Che però dice zoccole ed esce sul Corriere della Sera, con una foto dove si vede anche la sottoscritta, alla destra di Grillo. “Una sua fan? Oppure una zoccola?”. Scherzi a parte, grazie all’Archivio di Radio Radicale, è disponibile l’audio integrale della seduta presso la Commissione Affari Costituzionali Senato del 10.06.09.]

PARENTESI
A proposito di… Radio Radicale, corre l’obbligo di aprire qui una parentesi. Perchè è giunto il momento di dire che Milena ha una profonda anima radicale. Lei poco lo dice. Ma – parafrasando Marco Pannella – molto lo fa. Il suo tesseramento è stato discontinuo nel corso del tempo. Ma almeno a far data dalla sua esperienza universitaria fiorentina, la prossimità alle tesi e alle pratiche radicali è stata feconda.
[beh, allora… parentesi per parentesi, radio radicale mi fa dono del ricordo di una mia incursione, a proposito di pensioni. la data è il dicembre 2008. la location una saletta del Senato. la responsabile prima del coinvolgimento una Donna di nome Emma, alla quale – lo ricordo con un sorriso – qualche giorno prima ebbi a dire da un divano: il titolo? è un fatto di avverbi, Emma! Avverbi interrogativi! E allora… qui la trascrizione di in pensione quando, al lavoro come?]
[e qui altro, sempre in data 2008, sempre con Emma, dove c’è anche una Pina, a proposito di quote, e di quanta differenza c’era – e ancora oggi c’è – col 50E50]
CHIUSA PARENTESI

Nel 2011 decide di chiudere la propria esperienza nei corsi di formazione universitari iniziata nel 2004.
[M’ero stufata. Per l’ultimo anno scordai di compilare un curriculum, necessario per intascare il compenso per un paio d’ore di parole. Come si fa un cv europeo? Basta, lezione in offerta! Scontata.]

Nel luglio 2011, con altre donne, rileva una Libreria delle Donne a Lecce. Oggi ne resta un nome, catturato per un’altra Associazione, Eva Luna Lecce.
[Buona occasione per incontri. Per il resto, troppa fatica e poco guadagno.]

Sempre nel luglio 2011 edita in proprio il libro A carte scoperte.
Anche questo ha un allegato. Un dvd chiamato Cisterna.
[Nella Cisterna non c’è solo musica. Ma circa 5 gigabyte di documenti, mail, audio, video e  foto  attinenti la mia avventura Udi. Per lungimiranza, decido di depositare il tutto anche presso l’Archivio Centrale Udi.]

Con l’omonimo a carte scoperte sul web è ancora oggi un blog, dove si trova quanto scrive dal 2007. Dal 50E50 in poi. Quasi quotidianamente. E tantissima musica.

Nel mese di ottobre 2011 – nel XV° Congresso Udi tenutosi a Bologna – decide di chiudere la propria avventura associativa durata poco più di un quarto di secolo. In questo video il suo intervento.
[Era un Congresso farsa. E pensai di chiudere con una metafora. Su una portaerei in un laghetto. La prima si trasforma e decolla. Il secondo resta lì. La portaerei era e ancora oggi è una Donna. Il laghetto era Udi.]

Nel 2012 finalmente corona un sogno: cancellazione dall’Albo.
[ Pensione? E chi ha mai versato lire ed euri alla Cassa? Conosco un sacco di donne. Una a testa mi passerà a turno un piatto di minestra, quando ne avrò bisogno. Se non altro, in sogno. Equitalia, non mi avrai più! Se non per multe.]

Nel 2013, circa, inizia a scrivere Sedici, da un pensiero fortissimo che le sta dentro dal 1990. Per raccontare fatti che ruotano tutti intorno al femminismo. Anche al femminismo. Mescolando finzione a realtà attraversa un periodo denso di eventi e trasformazioni.

Sostiene di non essere una scrittrice e di avere sempre scritto solo perché aveva qualcosa da dire. Ho provato a dirle che forse è la stessa cosa, ma questa è un’altra storia.

Afferma che per lei il cognome non ha alcuna importanza. E lo comunica solo per un futuro. [Per i motori di ricerca, non si sa mai.]

Dal 2006 è affezionata a Mac, acronimo dai primi due nomi e il cognome. Non sente molto su di sè il secondo, Angela, croce e delizia dall’età del fisco. Anche per questo, la A. è sempre appuntata. Da allora.

[ Da un dialogo con Melania Cerno, 16.02.14 ]

 

Milena looks at the sea. Looked at by me. Sabrina Barbante

Milena. Looks at the sea. Looked at, by me. Sabrina Barbante