vele e transatlantici

Quanto ancora Ilaria non capisce – neanche lei che sa così tanto, e non lo capisce perché non vuole capirlo, e forse mai lo vorrà a fondo – è che la volontà non è tutto nella vita.

La volontà, come il controllo, non è tutto.

Da sola, o perfino per compagna al controllo su ogni cosa, la volontà non è tutto. A volte occorre anche l’umiltà di guardarsi dentro. Seguita dalla capacità di sopportare le debolezze che ci troveresti, una volta dentro.

Poi occorre ironia. E occorre distanza.

La stessa Ilaria, che ha buoni studi, conosce il legame semantico tra ironia e distanza. Ma dovrebbe aver voglia di andare nel profondo per conoscerlo veramente.

Distanza, sì. Qualcosa di simile allo sguardo da una terrazza, sguardo aperto a tutto. Dopo una granita. Con la capacità di cogliere verità di sé anche da una testa che sembra un pallino, accanto a una vela.

Testa che su uno scoglio diventa figura intera. Quasi nuda.

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Ma Ilaria resta un transatlantico corazzato.

Corazze di cultura e sicurezza di sé. Ha trovato il suo piccolo infido iceberg. In un garage, che squallore. Ma non è affondata. Riprenderà il largo, solo un po’ ammaccata. E riprenderà a navigare in acque conosciute.

Paola, nel frattempo, si prepara ad approdare su altri scogli di verità.

Sostanziale differenza tra le due? Tra le tante, la più importante?

Paola ha compreso che percorso, o traversata, o anche solo poche bracciate ancora, non può più compierli da sola.

Lei si è incamminata su una strada con dentro una parola che ha dentro una coscienza.

Parola che non finisce in ismo.

E no, non serve a molto se tu la fai da sola. Anzi, non serve a nulla. A dirla tutta, da sola non puoi neanche iniziare a farla, autocoscienza.

Un giorno, chi sa, anche Ilaria lo comprenderà.

Ma per lei il percorso sarà comunque più complicato.

Innanzitutto, dovrà porsi alla ricerca dell’arsenale giusto.

Dove smantellare transatlantico pezzo a pezzo. Senza provocare danni o dispersioni di carburante e altro di inquinante, intorno.

Ma come si fa, se hai la vita così piena della vita di altre di cui occuparti? Come si fa, se che per procura e con tanto di mandato quasi ogni giorno devi pensare ad altre donne, queste poverette? Forse, ci vorrebbe un’altra vita!

Forse, ci farebbe bene un bel caffè!
Ci vediamo giù tra mezz’ora? Poi, devo scappare.

Paola sveglia Ilaria alle 7 in punto.

[…]

estratto da La volontà non è tutto in sedici 1991
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N.D.A.:
i grassetti sono solo per il blog

 

2 pensieri su “vele e transatlantici

  1. una volta UNA mi ha detto che chiedere è un gesto d’amore verso se stesse e verso gli altri/e. Anche quando sai che avrai in risposta un NO. Perchè la volontà come il controllo non sono tutto nella vita. Cerco di non dimenticarlo

  2. sì proprio così. chiedere è un atto di amore. quando c’è amore, logico.
    se no… ma questo te lo dirà meglio Paola più avanti.
    è lei l’esperta delle “domande” da non farsi fare.
    quando determinate risposte non vuol dare.
    (non è proprio la stessa cosa, ma insomma)

    sì, chiedere a quelle condizioni è un atto d’amore.
    aspettare un’inutile ignavia del cuore.
    pretendere un pericoloso gesto di possessione mentale.

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