Uma e la filosofia maiuscola

Per tutto il 92, e qualcosina anche nel 93, Uma lavora nella Libreria delle Donne. Tra apprendistato e piccoli strappi che Gloria le concede senza problemi, un paio di anni di lavoro. Lavoro serio. Dopo un po’ che ci lavora dà la notizia al padre: ora lavoro in una libreria, mi occupo del settore artistico. Come al solito, bara. O s’allarga.

Comunque, dai primi di giugno 92, l’aspetto artistico, per meglio dire creativo, delle sue occupazioni, riguarderà solo i computer. Per il resto, comunque li voglia definire Mister Giorgio, i cartoncini colorati con Gabriele sono un gioco. Bellissimo, ma gioco.

Perché dai primi di giugno? Perché in quei giorni arriva un regalo. Anzi, due. Da Boston. Nello stesso pacco. Enorme e tutto per Uma. Direttamente in libreria. Emma sa della casa sui tetti e dei 4 piani di scale senza ascensore. Altrimenti, forse, non sceglierebbe come destinazione la Libreria. Non dice nulla alla nipote, prima. Vuole farle una sorpresa bella. Chiede solo informazioni a Valeria e, subito dopo, la promessa di tenere per sé il resto.

Uma nel pacco troverà anche una lettera. Bellissima. E cortissima. È solo un piccolo pensiero, Uma. Tu a Boston ci verrai lo stesso. E, se proprio ci tieni, andremo anche a Cupertino. Solo queste parole. Dopo Cupertino, zia aveva disegnato un cuoricino. Nel pacco Uma troverà due computer. E diversi manuali. Alcuni in inglese e altri, per fortuna, anche in italiano. Emma ha pensato proprio a tutto.

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Uno dei computer ha il marchio Windows con un’onda grande colorata. E Version 3.1 è la scritta sotto l’onda. L’altro, invece, all’inizio non le sembra neanche un computer. Si chiama Apple Powerbook 100. Molto più piccolo e si apre come una valigetta. Anche lui ha i suoi manuali. Pauerlibro però è libero e bello. Grigio scuro fuori, ma bello. Anche il marchio Apple è colorato. Quasi gli stessi colori di Windows. Perché libero e bello? Perché Pauerlibro non ha code, a parte l’alimentatore. Che poi si può togliere. E, quando proprio ti serve, ci puoi attaccare come coda la scatola dove infilare i compact disk per il pc. Che qualcuno chiama anche cd-rom. Forse perché vanno in giro, non so.

Su tutto, Pauerlibro non ha il mouse, bello! Uma impara subito a usare tracker-ball, la pallina integrata sulla tastiera. Sembra una mezza boccia, la ruoti dappertutto e, se ci a premi sopra, accade altro. E troverà il tutto quasi erotico.

Userà anche il signore con dentro Version 3.1, sia chiaro. Anzi, in libreria molto di più del portatile. Però, Pauerlibro è un’altra cosa! Continuerà per molto a chiamare il portatile col nome Pauerlibro, è un suo vezzo. Ma la faccenda dei computer diventa sempre più seria per lei.

Nei mesi successivi, studiando e studiando, e poi ancora studiando, si affezionerà moltissimo ad altre parole composte. Parole che a volte un po’ sono in inglese e un po’ in italiano. Una di queste parole sarà interfaccia. Alcune parole, poi, derivano addirittura dal latino. Questo glielo dice Valeria. E tali e quali resteranno, anche quando diventeranno parole inglesi, con gli americani a cambiare la pronuncia. Ma sempre quello erano, all’origine della storia: latino. Una di queste parole sarà multimedia.

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Sul fronte delle parole, poco prima dell’arrivo del pacco enorme, Valeria le dà un’altra notizia buffa. Buffa la trova Uma, intendiamoci. Non era buffa per niente, sia come notizia sia nella sostanza. Tra poco vado a Lecce. Nella tua città. Per un grande Convegno di Filosofia. A Lecce? Buffo!

Valeria si è appena laureata. Con una tesi sull’ordine simbolico della mamma! Proprio così. Nonostante le parole svogliate rivolte mesi prima alla madre, che invece era esultante, si era messa a studiare quell’ordine lì. E tutti tutti i libri della filosofa Luisa Muraro. Ma pensa, la Sapienza! [1]

E non andrò solo a Lecce, Uma. Anche a Copertino. Copertino? Vicino a Santa Barbara e Collemeto? E che ci vai a fare? Non so dove si trova di preciso, Uma. So che è in provincia di Lecce e che ha un Castello. Lì dentro ci sarà una delle sezioni del Convegno. È veramente grande. Un Convegno Internazionale. Il suo nome è Filosofia Donne Filosofie. Ci saranno filosofe e filosofi. E storici della filosofia. Da ogni parte del mondo. La curatrice del Convegno è una donna. Di Lecce, anche lei filosofa. Almeno, credo. Se non è una filosofa, però, sarà certamente una storica della filosofia. È un titolo bellissimo, non trovi? Tutto di seguito, senza virgole. Filosofia Donne Filosofie. Tutto maiuscolo, Uma.

Valeria è visibilmente eccitata. Uma solo un po’ dubbiosa.

Uhm. Copertino. Filosofia Donne Filosofie. E che vuol dire? Che la filosofia dopo le donne è diventata una cosa fatta di tante filosofie? Più o meno, Uma. È più o meno così. Senza aggettivi appresso, Valeria? Tipo, che so, la filosofia femminile o la filosofia indiana o la filosofia bostoniana? Solo tante tante filosofie? Sì, senza aggettivi particolari, solo tante tante filosofie. Tutte maiuscole? Già, sempre maiuscole, Uma. Tante filosofie e tutte maiuscole. Uhm. Ho capito. Bello. Poi mi racconti. Ah, e salutami a Copertino!

Il dialogo si svolge sempre in libreria. Una alle prese col signore grigiolino di nome IBM. Sempre con un manuale in mano. Non era ancora arrivato il pacco. L’altra invece sistema gli ultimi arrivi. Alla fine dello scambio Valeria sorriderà piano. Ripensando a maiuscole senza aggettivi.[2]

[1] Vedi “Ordini simbolici”, in Sedici 1991.

[2] Di quel Convegno 2 anni dopo saranno stampati gli Atti. La casa editrice, o chi per essa, non riporta esattamente il Titolo con le Maiuscole, visibili però nell’immagine della bellissima copertina. La sottoscritta non li ha letti, ma ha ancora negli occhi quel particolare della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Questi i riferimenti per trovare il testo, di circa 900 pagine. Filosofia-donne-filosofie, Atti del Convegno internazionale (Lecce, 27-30 aprile 1992) – Ed. Milella 1994. Se invece volete solo dare un’occhiata a quella copertina, saprete certamente come fare. Basta chiedere a Google. O chi per esso.

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Versione integrale del capitolo Uma e la filosofia maiuscola in Sedici 1992